TRAINA D’ALTURA – DOVE METTERE LE ESCHE

Pesca in traina d'altura: il posizionamento delle esche artificiali.
On board AL CUSTOM AL30 “Africa”, in full action

On board AL CUSTOM AL30 “Africa”, in full action

Quando si discute di traina d’altura, la frase “dove mettere le esche” riguarda il dove far lavorare le esche rispetto alla scia del fisherman. Per valutare a fondo questo aspetto, è però indispensabile considerarlo congiuntamente ad ogni tipo di esca. Nel senso che esistono regole generali, valide riguardo alla scia, e regole particolari, diverse per ogni tipo di esca. Premesso che in traina d’altura è sempre opportuno trainare molte lenze contemporaneamente, è logico che una loro corretta disposizione sia basilare, in primo luogo per evitare grovigli mostruosi. Ecco un set-up di base da traina d’altura che in genere funziona bene e non crea problemi.
Dai divergenti le due più lunghe, cinquanta/sessanta metri. Da due portacanne laterali due lenze a quaranta metri che vanno in acqua direttamente dai cimini delle canne. Da due portacanne più interni, sempre sui trincarini o sullo specchio di poppa, possono partire due lenze corte, diciamo venti metri ma anche meno, che devono lavorare abbassate, facendole passare attraverso un elastico fissato alla manovella del mulinello. Il concetto generale della traina d’altura è che le lenze che pescano più lontane devono essere le più esterne e le più alte, e progressivamente le più vicine devono lavorare più basse. In questo modo, qualunque virata mantiene ogni esca in una traiettoria che non intralcia le altre, e i grovigli sono rarissimi. Normalmente avvengono solo se una lenza cattura alghe, un sacchetto, o sporcizia di altro genere.

Traina d'altura: il corretto posizionamento delle canne in traina.

Batteria di canne in traina a poppa di un AL CUSTOM AL30

Bene, le lenze sono, grosso modo, sistemate in acqua. Ora bisogna focalizzare l’attenzione su un secondo concetto. In traina d’altura le esche devono essere visibili, molto visibili. E la schiuma prodotta dalle eliche, benché in molti casi sia un richiamo per i pesci ad avvicinarsi alla scia, ha anche un aspetto negativo. Un artificiale che nuota nella turbolenza, in mezzo a mille bolle d’aria e di schiuma, è praticamente invisibile. Troppo difficile da individuare con precisione. Le esche artificiali lavorano bene nell’acqua blu, o al massimo al limite fra il blu e la schiuma. Di questo bisogna tener conto la momento di filare e sistemare le lenze in assetto di traina. Ma quel che più conta a questo scopo è l’andatura della barca. Procedere a zig zag, con virate numerose e improvvise di circa trenta o quaranta gradi, fa in modo che le esche si trovino molto spesso perfettamente visibili nelle larghe zone di acqua blu lasciate dalle virate. Non solo. Il fatto che escano improvvisamente dalla schiuma, attraversino il blu, e si rituffino nella schiuma, è un comportamento fra i più efficaci in assoluto per la traina d’altura, che certamente stimola la curiosità e l’istinto all’attacco del predatore, che intuisce l’esca di sorpresa. E c’è ancora di più. Il procedere zigzagando conferisce gli artificiali il miglior movimento possibile.

Nell’allestire il pattern di esche da traina d’altura dietro la nostra poppa, non possiamo trascurare che ogni specifico artificiale ha le sue caratteristiche, e non tutti possono lavorare indifferentemente in ogni posizione. Per esempio è sconsigliabile calare dai divergenti teste troppo pesanti, che tenderebbero ad affondare più delle altre e quindi ci farebbero correre il rischio che le loro lenze vadano a intrecciarsi con quelle filate più corte soprattutto se queste ultime sono leggerissime e quindi lavorano più in superficie. Quindi è preferibile lasciare sui divergenti teste in plastica o resina. Le teste in acciaio, peraltro sempre efficacissime ma soprattutto indispensabili in condizioni di mare mosso, è meglio riservarle per le canne più interne. Anche perché il loro maggior peso le costringe ad un’azione più efficace proprio nel lavoro a corto, dove un’esca leggerissima tende ad avere un nuoto troppo nervoso, e a perdere troppo spesso il contatto con l’acqua. Caratteristica niente affatto produttiva in special modo alla ricerca dei tonni.

traina d'altura: alalunga ingannata da una corretta presentazione delle esche artificiali

AL CUSTOM AL30 “Dalù”: alaunga catturata trainando nelle acque dello Stretto di Messina…

testo Andrea Lia
AL CUSTOM AL30 “Africa” – AL CUSTOM AL30 “Dalù”