TRAINA COL VIVO – L’INNESCO CATALINA

Per innescare esche di una certa dimensione ottimo il Catalina, innesco con un solo amo di dimensioni variabili a seconda della grandezza dell’esca.
Innesco Catalina

In considerazione dell’ormai eclatante riduzione del numero di grandi ricciole nelle nostre acque, tutti gli irriducibili che si dedicano alla traina col vivo si stanno sempre più ingegnando per scovare artefizi ed escamotage per riuscire a “colpire” l’esemplare di taglia. Sicuramente una delle carte vincenti da giocare è relativa alla tipologia di esca ed alle sue dimensioni. Questo ha fatto proliferare l’impiego di grandi esche che prima non tutti utilizzavano. Tonnetti alletterati, tombarelli, palamite, barracuda e lampughe sono diventati esche di uso comune, specialmente tra coloro che impostano la giornata di pesca al “big one”. Questa filosofia è sicuramente molto selettiva e condanna inesorabilmente a tornare spesso a terra senza prede, ma mira alla cattura di pesci che singolarmente ripagano di tutte le uscite a vuoto.
Nell’ottica di innescare pesci di una certa dimensione, ci siamo avvicinati ad un innesco usato in oceano per la pesca ai grandi rostrati con il vivo: il catalina, innesco che si effettua con un solo amo di dimensioni variabili a seconda della grandezza dell’esca.
Nella pesca alle ricciole nei nostri mari la dimensione dell’amo varia dal 8/0 al 12/0 e si usano prevalentemente ami a gambo corto e punta ad artiglio d’aquila. Nel caso si decida di utilizzare circle hook, bisogna salire di misura utilizzando dal 9-10/0.
Per eseguire questo innesco è necessario preparare un anello di dacron sottile o cotone cerato del diametro di 10 – 15 cm, che va fissato preventivamente con una bocca di lupo sulla curva dell’amo, ed avere un ago da materassaio con la cruna aperta. 
Una seconda persona deve afferrare saldamente l’esca con due mani ed uno straccio, tenendola quanto più immobile possibile e con gli occhi coperti. Rapidamente s’inserisce il loop di dacron nella cruna dell’ago e si passa nella parte anteriore degli occhi o nelle fossette situate tra la punta del muso e gli occhi del pesce. Quando il dacron fuoriesce dall’altra parte, lo si tira e si ferma con una seconda bocca di lupo sulla curva dell’amo. A questo punto si fa ruotare l’amo fino a che il dacron non si avvolge completamente su se stesso e s’infila l’amo nel punto della spirale di dacron che stringe sul pesce. La punta va inserita dal basso verso l’alto in modo che, ad innesco ultimato, questa sia rivolta verso la parte superiore dell’esca. 
Questo innesco va eseguito in pochi secondi ed è preferibile fare pratica prima su esche morte.
Pescando con questo sistema, l’abboccata deve avvenire con il freno del mulinello vicinissimo al limite di slittamento, in quanto il predatore deve rigirare l’esca nella bocca ed ingoiarla senza avvertire la trazione della lenza.

testo e foto Riccardo Fanelli

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