MINNOW SQUID – ARTIFICIALI PER LA PESCA DEI CALAMARI

Minnow squid: esche artificiali per pescare, a traina o a spinning, i calamari.
Minnow squid: esche artificiali per pescare, a traina o a spinning, i calamari.

Il minnow squid ha fatto al meglio il suo lavoro…

I minnow squid, accanto al classico gamberone con deriva piombata più o meno accentuata (EGI), sono un’esca evergreen per la pesca ai calamari. In genere hanno un’azione slow sinking e sono provvisti di paletta, più o meno pronunciata, e armati sempre con doppio cestello di uncini.
Queste totanare sono adatte alla pesca sia a spinning che a traina: una volta lanciate si possono fare affondare alcuni secondi per raggiungere la profondità desiderata ed iniziare il recupero. Questo è spesso efficace alternando la velocità a degli stop e dei rallentamenti improvvisi.
La differenza con gli EGI tradizionali sta nel fatto che sono muniti di una paletta e che quindi sono in tutto e per tutto assimilabili a dei minnow, con cui condividono molte caratteristiche interessanti per la pesca ai calamari. La piu importante è sicuramente il fatto che la paletta genera un movimento e una serie di vibrazioni in acqua molto più forti di un EGI classico, quindi sono interessanti quando ci sono condizioni di luce scarsa, acqua torbida ed un po’ di maretta. Fra l’altro, avendo la paletta, tengono molto meglio la corrente.
Gli EGI invece, essendo sprovvisti di lip, hanno un’azione meno rumorosa ma sicuramente più varia e plastica: di fatto possono essere fatti nuotare in diverse maniere, alternando i tipi di recupero e rendendoli molto meno prevedibili. 
Per fare un paragone con lo spinning classico, gli EGI possono essere considerati una via di mezzo fra lipless e jig, mentre le totanare con paletta dei minnow, con vari gradi di affondamento a seconda del peso, azione e lunghezza e conformazione del lip.
Per intenderci le squid palettate da 9 nuotano a regime a 1,5 – 2 mt. dalla superficie mentre le misure piu grandi (11) arrivano anche a 2,5 – 3 mt., dipendendo dalla velocità a cui vengono recuperate.

testo e foto Antonio Varcasia

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