FISHING – PESCA A TRAINA E SPERANZE

Che si tratti di marlin, tonni, ricciole, dentici o più modesti tombarelli e occhiate, la pesca a traina ha un suo fascino inimitabile.
Che si tratti di marlin, tonni, ricciole, dentici o più modesti tombarelli e occhiate, la pesca a traina ha un suo fascino inimitabile.

Fishing tackle punzonata durante una gara

Foto emblematica di una passione quella per la pesca a traina che coinvolge milioni di pescatori in tutto il mondo. Sia che si tratti di marlin, tonni, ricciole, dentici o più modesti tombarelli e occhiate, la traina ha un suo fascino inimitabile.
Si comincia dalla scelta delle esche, nel caso degli artificiali un vero e proprio universo, sino alla valutazione e ricerca delle zone su cui trainare, un autentico dilemma quando siamo persi nella vastità del mare.
Sia che ci troviamo su un kayak o su un fisherman d’altura sono identiche le mille e una motivazioni che ci spingono a filare una lenza di poppa e sperare che prima o poi ci si attacchi qualcosa di diverso di un busta in plastica…
Se poi guardiamo bene la foto, ci accorgeremo anche della targhetta numerata che funge da “punzone” e ci fornisce un ulteriore informazione in quanto trattasi di una competizione agonistica. Personalmente non mi attira molto l’agonismo legato alla pesca, spesso connesso a fattori indipendenti da vere capacità sportive, ma visto il successo che riscuote da noi in Italia bisogna penderne atto.
Dietro quella canna che vibra fuoribordo ci sono così aspettative molteplici, dal pensionato della classica uscita domenicale, al team agguerrito che ha attentamente studiato a tavolino la strategia migliore per vincere un campionato mondiale o la semplice e spontanea garetta con in palio birra e pizza serale.
Tante sono le speranze sino al fatidico gracidio del cicalino della frizione…
Un autentico classico, purché non si tratti invece del trillo di un cellulare, quella volgare imitazione che ancora adesso fa sobbalzare tanti anglers.

Testo e Foto di Alfio Elio Quattrocchi